Neuralink: a cosa serve e come cambierà il nostro futuro

È recente la notizia secondo la quale Neuralink, la startup di neurotecnologie fondata da Elon Musk, avrebbe impiantato il suo primo chip nel cervello umano di un paziente volontario. Secondo quanto riportato dall’imprenditore sudafricano, l’obiettivo della sperimentazione è quello di aiutare, grazie all’impiego del chip denominato “Telepathy”, le persone con problemi neurologici e lesioni. In questo articolo scopriremo come funziona e in che modo potrebbe rivoluzionare il nostro recente futuro.

Neuralink chip: com’è fatto e come funziona “Telepathy”? 

Il sistema tecnologico sviluppato da Neuralink punta a rivoluzionare il nostro modo di interagire con i dispositivi elettronici esterni e quindi di mettere in comunicazione diretta il nostro cervello con un computer. Si tratta di interfacce neurali che portano con sé infinite potenzialità e rappresentano un importantissimo traguardo in grado di aprire scenari futuri mai visti prima, non solo per la medicina. 

L’impianto è costituito da ben 5 elementi:

  • una capsula esterna biocompatibile;
  • una batteria che può essere ricaricata;
  • i microchip che traducono i segnali cerebrali e li trasmettono ai dispositivi;
  • 24 fili di 1024 elettrodi che vengono collegati al cervello.

Stando alle previsioni, il chip Telepathy sarà in grado di rilevare i segnali cerebrali attraverso dei sensori e di inviarli a un’interfaccia, che a sua volta li elabora consentendo a una persona di utilizzare qualunque device con il proprio pensiero. Come afferma Musk sul suo profilo X si tratta di una soluzione pensata

“per chi ha perso l’uso delle gambe. Immaginate se Stephen Hawking avesse potuto comunicare più velocemente”.

Inizialmente l’impiego di questo chip è stato finalizzato, quindi, ad aiutare chi è affetto da problemi neurologici o lesioni, ma in futuro non è da escludere che possa trovare applicazioni anche in altri ambiti.

Neuralink clinical trial: come è stato testato il chip di Elon Musk?

Un intervento non affatto semplice da realizzare: per poter impiantare il chip e collegare i fili dotati di elettrodi è stato, infatti, impiegato un robot tecnologicamente avanzato, dotato di sistemi ottici Oct (optical coherence tomography) e un ago sottilissimo, più piccolo di un capello. 

L’obiettivo dell’esperimento? Verificare il numero di volte che il comando inviato dal paziente venga interpretato in modo corretto dal dispositivo e che sia in grado di schermare ogni interferenza elettromagnetica domestica

Interfaccia cervello-computer: l’informatica al tempo di Neuralink

Che cosa accadrà se l’esperimento finora testato avrà un buon esito e sarà sicuro per il paziente? Se tutto andrà per il verso giusto, Neuralink otterrà dalla FDA (Food and Drug Administration), anche l’autorizzazione alla commercializzazione dei chip. Uno storico passaggio nella storia dell’uomo che avrà grandi ripercussioni rivoluzionando, dunque, non solo la medicina, ma il nostro modo di lavorare, di interagire con gli altri e di vivere la quotidianità.

In questa evoluzione, dove l’uomo e il computer sempre più integrati tra loro, che ruolo avranno i developer? Come cambierà il mondo delle interfacce uomo-computer nei prossimi anni? Quale futuro ci attende? 

Questo salto evolutivo ci consentirà di sfruttare il pieno potenziale della nostra mente colmando ogni divario tra l’intelligenza biologica e quella artificiale, tra ciò che pensiamo e ciò che possiamo davvero realizzare. 

I developer del futuro giocheranno un ruolo sempre più decisivo sia per quanto riguarda lo sviluppo di soluzioni software avanzate, sia per quanto riguarda la prototipazione delle interfacce e per la cyber security. Neuralink punta a rendere questa nuova tecnologia più democratica possibile, in modo che chiunque ne possa beneficiare. Per rendere tutto questo possibile ci sarà bisogno di professionisti non solo tecnicamente molto preparati, ma anche che siano in grado di valutare l’impatto etico-sociale sul mondo.

Tutto ciò che possiamo fare ora è attendere con impazienza per vedere come si svilupperà la sperimentazione di Telepathy nel futuro. Allo stesso tempo, non ci resta che continuare formarci per rimanere al passo con questa epocale evoluzione.

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